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Mino Rosati: “Il mio sogno sarebbe una polisportiva cistranese”

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E’ stato dirigente per parecchi anni del Futsal Cisternino, poi, nel corso dell’estate 2014, ha deciso di cambiare “casacca” approdando, in qualità di direttore generale, al Turi, squadra di C1, campionato già vinto in precedenza con la squadra giallorossa.
Rosati è vicino alle sorti dello sport cistranese e non solo del futsal, seppur comunque nei mesi scorsi è stato eletto nella consulta del calcio a 5 pugliese. In questa intervista ci spiegherà i motivi del suo addio dalla squadra del proprio paese, i suoi nuovi compiti societari e regionali e tanto altro ancora.

Sono passati diversi mesi dal tuo addio al Futsal Cisternino. Adesso sei direttore sportivo del Turi, come va la tua nuova squadra e cosa ne pensi del campionato che ha disputato fin qui il tuo ex club, quarto e in piena zona playoff.
Da pochi mesi sono entrato nello staff dirigenziale del Turi. Dopo qualche tentennamento, ho deciso di accettare la proposta e finora non sono assolutamente pentito, tant’è che rifarei questa scelta. Nonostante la classifica non sia delle migliori, mi trovo molto bene: la squadra è giovane e dunque inesperta e ciò rende difficile lottare per obiettivi diversi rispetto a quelli attuali. Stiamo lottando per non retrocedere, ma col tempo proveremo a migliorare. Ora è presto per giudicare il mio e il nostro (società) operato, per il momento lavoriamo bene. Stiamo gettando le basi per un futuro che si spera possa essere proficuo in termini di risultati anche se dobbiamo fare i conti con un budget ridotto all’osso per colpa della crisi economica che in alcune realtà si fa sentire più che in altre.
Il Cisternino non lo seguo, per ovvi motivi (impegnato il sabato con il Turi), ma m’informo attraverso articoli e filmati: penso che la squadra sia ottima e con qualche innesto si possa puntare alla promozione. La posizione di classifica è davvero buona, ma col PalaTodisco a disposizione sarebbe ancora migliore.

Sei stato fondatore di questa squadra, quali sono i motivi dell’abbandono all’apice della propria storia e, inoltre, coltivi il desiderio di ritornare nello staff dirigenziale di questa, anche in un lontano futuro?
Sarebbe inutile parlare dei motivi dell’abbandono della “mia” creatura e se fossi disposto a tornare o meno in società. I matrimoni si fanno in due e, per ora, io ho deciso di percorrere una strada diversa rispetto a quella dei miei ex colleghi.
Come ho però già in precedenza dichiarato, in passato tutte le volte che sono stato chiamato a lavorare per la mia città l’ho sempre fatto e, probabilmente, non mi tirerei indietro se si creassero le condizioni per tornare nella società che io ho fondato nel 2011 con la speranza che diventasse ciò che è diventata, cioè la società cistranese con più seguito e successi in bacheca. Ho sempre lottato perché questo sport si radicasse a cisternino perché ero convinto che fosse lo sport ideale per far affezionare tutti i cistranesi. Sapessi che gioia ogni volta che vedevo le gradinate gremite, soprattutto di bambini, donne e famiglie intere.

Veniamo alla tua figura. Nei mesi scorsi sei stato eletto come rappresentante della consulta regionale del futsal pugliese. Quali sono le tue mansioni e quali sono gli accorgimenti che hai in mente per migliorare il calcio a 5 pugliese?
Negli scorsi mesi ho avanzato la mia candidatura a consulente regionale del calcio a cinque e, vista l’amicizia e la stima che nutrono nei miei confronti quasi tutte le società pugliesi, adesso faccio parte di questa consulta che sta collaborando col presidente Tisci per lo sviluppo del nostro sport, per eleggere il nuovo responsabile regionale e per migliorare l’organizzazione che, nonostante l’ottimo lavoro svolto da Angelo Carone, adesso dimissionario, presenta ancora tante lacune. Ci siamo già incontrati la settimana scorsa e i punti all’ordine del giorno sono tanti, a cominciare dalla convinzione di tutti di investire sui settori giovanili per colmare il gap con le altre regioni. Stiamo lavorando in questo e in altri sensi, mettendo da parte gli interessi personali per privilegiare il futsal.
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Infine questione PalaTodisco. Nei tuoi 3 anni da vicepresidente, hai esultato e gioito in quel palazzetto che faceva paura a qualsiasi avversario: dal Caltanissetta, all’Isernia, passando per il Ciampino. Hai assistito anche alla bolgia del 4 maggio, quando il Perugia vinse la coppa Italia nazionale a discapito della Richard Smith, ora Block Stem. Quanto sta influendo questa situazione di nomadismo per i giallorossi, costretti, nonostante la bellezza del palazzetto comunale, a giocare a qualche chilometro dalla propria terra?
Quando ero vicepresidente del Cisternino, ero pessimista in merito all’utilizzo del palazzetto in B e questa previsione, purtroppo, si è avverata. Non conosco tutti i passaggi della vicenda e per questo non esprimerò nessun giudizio. Posso solo dire che il buon senso e la buona volontà potrebbero a volte superare la burocrazia. Giocare a Fasano purtroppo non aiuta né in termini di risultati, né di sviluppo della società. La palestra di Fasano è angusta, perché non permette, per via della poca capienza, di ospitare tutti i tifosi giallorossi.
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Ultima battuta sullo sport cistranese in generale, non solo futsal. Che ne pensi?
Seguo poco lo sport cistranese, ma sono a conoscenza degli ottimi risultati della pallavolo, del basket e soprattutto dell’atletica leggera. La nota dolente, in termini di risultati, purtroppo è il calcio, che anche quest’anno langue negli ultimi posti di classifica. Il settore giovanile però è ottimo e fiorente e raggiunge, ogni anno, importanti risultati, a dimostrazione che la scelta di valorizzarlo fatta in estate non era priva di fondamenta. Finché i dirigenti lavoreranno alacremente con passione e amore verso i ragazzi, il calcio non scomparirà mai, anche se per qualche anno dovesse fare a meno della prima squadra.
Vorrei chiudere auspicando, da “esterno”, un campionato ricco di successi a qualunque società sportiva cistranese. Il mio sogno sarebbe quello che si creasse una polisportiva, che includa tutte le discipline, così sarei disposto a tornare anche domani a vestire i colori giallo e rosso del team cistranese.


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