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Mano arbitrale

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Giochi di mani, giochi di villani. Per carità, nessun da del villano a nessuno, è semplicemente un modo di dire, che descrive pienamente il pomeriggio catastrofico vissuto al Salvemini di Fasano. Nessun villano, solo qualche bell’addormentato sul gommato di Fasano. La coppia arbitrale Candelieri e Agosto ne combinano di tutti i colori rovinando un pomeriggio che probabilmente avrebbe avuto un epilogo totalmente diverso.
Giochi di mani, si, perché ben tre scelte poco felici degli arbitrali hanno gli arti superiori di Solidoro, di Pacini e di Farina come protagonisti.

Elenchiamoli, nonostante queste polemiche postgara, come al solito, lasciano il tempo che trovano.
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Nella prima frazione di gara, i due giudici di gara, prima non sanzionano Pacini, che intorno alla metà della prima frazione di gara si è trascinato la sfera al di fuori dell’area di rigore, riprendendosela comunque con le mani, nonostante la zona a disposizione per tale azione fosse palesemente e abbondantemente finita, poi, a pochi secondi dalla fine della prima frazione di gioco, espellono, seppur in disaccordo tra loro, il laterale Solidoro, in quel momento portiere di movimento, per aver, a detta di Candelieri bloccato una potenziale azione deviando il pallone con il braccio destro, nonostante Agosto avesse semplicemente assegnato, poiché molto più vicino all’azione, il fallo laterale a favore dei siciliani, senza sanzionare il numero 7 giallorosso uscito in seguito dal campo tra lo stupore sia suo, che della panchina, che di tutto il Salvemini.
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Nella seconda frazione di gioco la premiata ditta Candelieri – Agosto hanno confezionato un altro disastro contro i giallorossi, negando un netto rigore alla squadra allenata da Francesco Castellana, dopo evidente tocco di mano da parte del difensore ospite, che ha deviato così un pallone probabilmente indirizzato sotto il sette.
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Tre indizi di solito fanno una prova: la probabilissima insufficienza concessa agli arbitri dall’osservatore presente in tribuna è già un lusso. La prestazione odierna ha rasentato lo zero e sicuramente qualche turno di stop lo riceveranno anche loro, oltre Solidoro, ma ciò non deve assolutamente far dormire sonni tranquilli alla Block Stem Cisternino, troppo remissiva e poco brillante sotto vari punti di vista.

Rammarico finale – Il canovaccio del match è semplicissimo: Cisternino in attacco, senza aggressività e cattiveria agonistica, male e poco pungente e il Catania in difesa, solido, grintoso e concentrato. Morale della favola il tiro di Bidinotti dopo il goal di Martellotta e i tre contropiedi siciliani crocifiggono una squadra adesso col morale sotto i tacchi, nonostante l’avvio sprint di Crotone. Tra i migliori senza dubbio Punzi autore di una doppietta e l’unico a crederci fino al fischio finale, sufficienza anche per Galan, sballottato dalla Spagna all’Italia in poche settimane e con un transfer arrivato solo da pochi giorni nonostante ore di continuo allenamento e speranza.
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Sabato 1, dopo la sosta nazionali, rientrerà Lisi ma non ci sarà Solidoro che verosimilmente salterà la sfida contro il Cataforio (RC).
La sconfitta fa male e brucia, molto di più rispetto a quella di sabato scorso contro il Sammichele, per via di un avversario ottimo e organizzatissimo, ma sulla carta inferiore.

Perché distruggere tutto? – Ci lasciamo con una domanda, perché rovinare quanto di bello si è costruito intorno a questo sport da qualche anno a questa parte? La squadra è sempre stata elogiata, visti ovviamente i vari successi, e anche oggi, nonostante la sconfitta è stata applaudita dai propri tifosi. Tifosi appunto, arrivati in massa anche questo sabato, nonostante i chilometri di distanza da Cisternino, un palestrone più piccolo rispetto al PalaTodisco e una “congiura” contro la propria squadra, sono usciti dal Salvemini applaudendo e ringraziando i propri beniamini, ma rammaricati, delusi e più di un pizzico arrabbiati con chi da due giornate a questa parte non fa che spazzar via con scelte discutibili l’amore di un paese per uno sport da poco conosciuto. Per ora la ruota non gira e ancora una volta la Block Stem Cisternino esce non solo con le ossa rotte ma anche con una nube negativa di pensieri che non la faranno di certo passare due settimane all’insegna della felicità.
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Ricarburare e ripartire in fretta, c’è ancora una vita davanti. Chiudiamo con l’unica dichiarazione da parte del tecnico giallorosso, Francesco Castellana, che ha voglia di cancellare subito questa serie di sconfitte in “casa”: “Speriamo di poter giocare l’8 novembre in casa, ricordando tutte le emozioni del PalaTodisco e ripartendo di lì. Perché è quella nostra vera casa, è lì che facevamo paura agli avversari tutti insieme. La squadra ha bisogno della sua gente e la gente della sua squadra, che difenda il suo parquet, senza essere sballottolata per allenamenti e partite. Perché c’è gente che vuole il bene di questo sport e del proprio paese, fino a che non lo si fa disinnamorare”.


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