Categorie

Dino Caroli dixit: ‘’Al completo diremo la nostra!’’

12351087_10207038740799768_1957614501_n

Ascoltiamo oggi quello che da quest’anno è il direttore sportivo del Club Giganti Cisternino, e che si è quindi esposto in prima persona per imbastire il roster della prima squadra locale, militante nel campionato di serie D.

Dino, come principio, ti chiediamo un bilancio generale su quanto visto sino a questo momento dentro e fuori dal campo.
E’ il primo anno per molti di noi, è tutto nuovo: gestione, divisione dei compiti, assegnazione dei ruoli. Per quanto riguarda i retroscena credo si stia facendo un gran bel lavoro.
Il bilancio è positivo, anche per quanto visto in campo.
Levate le partite impossibili (per esempio quella contro la portaeree Corato), ce la siamo giocata alla pari con tutti, nonostante le assenze, dovute sia a motivi di lavoro che a vari infortuni.
La gara peggiore è stata a mio parere quella contro Monopoli; da + 8, riuscire a perderla allo scadere! E’ di quelle sconfitte che lasciano l’amaro in bocca.

Qual è stata invece la gioia più grande in assoluto?
Senz’altro la recente vittoria contro Santeramo. Eravamo finalmente al completo e abbiamo dato davvero tutto. A Mesagne domenica abbiamo disputato un’altra grande prova, chiudendo al meglio il girone di andata

Visto il ruolo che ricopri, non possiamo che chiederti qualcosa sul mercato, passato, preente e futuro, del Club Giganti Cisternino.
Non è di certo un mistero che avevamo deciso di prendere Lescott. Intendevamo metterlo al centro del progetto, oltre che in campo, volevamo affidargli anche gruppi di minibasket e far ruotare tutto intorno alla sua immagine. Il ragazzo però non si sentiva sicuro del progetto, ed ha deciso di andare a giocare a Ceglie, dove è uno dei tanti.
Noi, dal canto nostro, non abbiamo nulla da recriminare.

E per quanto riguarda eventuali novità?
Stiamo valutando per un playmaker, posizione nella quale siamo forse più carenti, ma su questo non posso sbilanciarmi.

Parlando di basket giocato, qual è stato a tuo parere il fattore che ha ricondotto la squadra sulla retta via, dopo il frangente duro di stagione?
Il vero fattore che ha ribaltato le carte in tavola è stata la grinta dei ragazzi. In particolar modo mi sentire di lodare i cistranesi, anche se tutti hanno fatto la loro parte.
Si è visto che la squadra, quando al completo, può davvero dare fastidio a tutte.
Una nota positiva, come evidenziato da voi di BorgoCampo, è senz’altro il mio pupillo, Stefano Zizzi. Contro il Brindisi non credo di esagerare affermando che i suoi 18 punti ci hanno vinto la partita.
Nel girone di ritorno, comunque, contiamo di totalizzare altri 12/14 punti, siamo molto fiduciosi.

Per quel po’ che si è percepito da fuori, sei in grado di darci qualche delucidazione sulla situazione Agrusta?
Molto semplicemente, noi abbiamo sempre creduto in lui. Per lavoro è dovuto mancare spesso, e questo stava iniziando a diventare un problemino. Ora tuttavia la situazione sembra rientrata. Domenica Maurizio ci ha dato una grossa mano. In più considerate che per lunghi tratti di stagione è stato costretto a giocare fuori ruolo, complice anche l’assenza di Argentiero.

Per concludere, per sommi capi, offrici una panoramica su quelli che sono i progetti e le intenzioni per il futuro immediato, cioè la prossima stagione sportiva dei Giganti.
Innanzitutto ci tengo a ringraziare voi, che seguendo il team ogni settimana ci date visibilità nonostante Cisternino ormai viva di calcetto. Personalmente mi aspetto che la risposta aumenti parallelamente ai risultati.
Per ricollegarmi alla vostra domanda invece, vi faccio l’esempio del Barletta, un modello che mi piace molto e che voglio prendere in considerazione per la costruzione della squadra in futuro.
Prendere un paio di giocatori importanti da fuori, inserirli al centro del progetto squadra. Trovo questa formula vincente. Con due innesti del genere, oltre a salire il livello tecnico del roster, cresce anche l’interesse della gente, e tutto ciò che c’è intorno. Si respira insomma la pallacanestro in senso assoluto.
Un altro esempio che voglio fare è Corato: la loro cultura è tale che, anche a partita ormai in cassaforte, quando sono entrati i ragazzi dalla panchina, hanno giocato con un sangue agli occhi impossibile da non ammirare.
Noi puntiamo a questo!


Commenti