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Atleta della settimana

Atleta della settimana, Matteo Bianchi, canto, vivo e segno per te

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Ritorniamo, puntuali, con la rubrica “atleta della settimana” .Verrà premiato, dalla nostra redazione, l’atleta cistranese, oppure militante in una società del nostro paese, che più si è contraddistinto nel corso del weekend e/o della settimana.
Questa settimana abbiamo deciso di premiare il miglior prodotto del vivaio del calcio cistranese degli ultimi anni, Matteo Bianchi.
Il giovane cistranese, classe ’98, è da due anni nell’organico del Bari. Quest’anno è allenato da Nicola Legrottaglie, ex Bari, Catania e Juventus e indossa anche la fascia da capitano.
In questo su weekend il suo Bari ha vinto contro l’Avellino, per 2-1. Lui non è andato in rete, ma come al solito è stato protagonista del match, regalando l’assist per la rete al suo compagno di squadra.
Bianchi è motivo di orgoglio per tutta Cisternino e noi siamo fieri di averlo premiato con questo riconoscimento.

Matteo, ormai da un paio di anni vesti la casacca biancorossa del Bari. Come va la tua vita lì?

Qui ci si ambienta facilmente. Mi sono sentito subito a casa. L’ambiente è spettacolare, c’è un grande staff che lavora sodo quotidianamente ed è sempre vicino a tutti noi. matteo1Non è facile stare lontano da casa a questa età, ma ci facciamo tutti forza a vicenda. I miei compagni, poi, sono speciali.

Domenica avete vinto 2-1 con l’Avellino, non sei andato a segno ma hai dispensato diversi assist, di cui uno decisivo. Qual è il tuo rapporto con mister Nicola Legrottaglie?
E’ fantastico poter lavorare con una persona del genere. Lui è stato un grande giocatore e adesso è un eccezionale allenatore. Sapere che un campione del genere ha fiducia in te è bellissimo.

Sappiamo che Legrottaglie predilige spesso il 3-5-2 e tu sei uno degli intermedi. Spiegaci un po’ il tuo ruolo.matteo2
In realtà il modulo che stiamo utilizzando spesso è il 4-3-1-2 e io sono uno dei tre centrocampisti che contribuisce alla manovra del gioco e si inserisce alle spalle.

Sei capitano degli allievi del Bari e lo scorso anno indossavi la maglia numero 10, cosa vuol dire indossare la fascia e la maglia che furono di alcuni mostri sacri dello sport italiano?
E’ già un onore indossare questa maglia, figuriamoci la fascia da capitano. Ho l’onore di rappresentare tutti i miei compagni. E’ una soddisfazione immensa.

Bari, ma prima ancora Monopoli, seppur la tua carriera lì è stata non solo lunga ma “strana”.Raccontaci in breve la tua carriera.
Prima ancora di arrivare a Bari, ho giocato per l’Esperia Monopoli. Lì sono cresciuto umanamente, oltrmatteo3e che calcisticamente e ringrazio lo staff ancora oggi, se sono qui è merito loro. A Monopoli sono arrivato all’età di sei anni. La mia esperienza lì è stata diversa da quelle solite, giocavo con i ragazzi due anni più grandi di me.

Infine, sai di dover lavorare sodo affinché il tuo sogno si realizzi. Ma tra qualche anno dove vorresti essere?

Di sogni ce ne sono tanti, ovviamente. Il più grande è quello di esordire con la prima squadra al San Nicola. Lavorerò sodo affinché questo accada.


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