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Atleta della settimana

Atleta della settimana, Claudio Ippolito, nuova esperienza

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Ritorniamo con la rubrica “atleta della settimana” .Verrà premiato, dalla nostra redazione, l’atleta cistranese, oppure militante in una società del nostro paese, che più si è contraddistinto nel corso del weekend e/o della settimana. Questa settimana abbiamo deciso di premiare un giovane ragazzo cistranese, classe ’95, Claudio Ippolito.
Ippolito, questa settimana, non ha trascinato al successo la propria squadra e non è stato neanche il migliore in campo del match , ma è balzato agli onori della cronaca per il suo trasferimento all’ASD Monticelli, compagine marchigiana di serie D. Abbiamo deciso di intervistarlo, augurandogli le migliori fortune all’interno della sua nuova società.

Pochi giorni fa l’ufficialità del tuo passaggio al Monticelli. Com’è nata la trattativa?
Credo sia quel treno che passa una sola volta nella vita e ho deciso di prenderlo al volo. Ho avuto l’opportunità di fare un provino che consisteva nell’allenarsi con loro e l’ho sfruttata al meglio. Poi l’accordo con la società e la scelta di trasferirmi, abbandonando parenti, amici, lavoro e in parte anche l’università, ma tutto ciò è stato più semplice del previsto, fatto esclusivamente per continuare a coltivare la mia passione. Ero entusiasta fin da subito, l’idea di cambiare aria, conoscere nuove realtà e vivere a un passo dal professionismo. Mi sono trovato con un foglio in una mano e una penna nell’altra, e ho firmato al volo.

Serie D, ad un passo dal professionismo. Che realtà hai trovato?
A Cisternino c’è un bell’ambiente, il futsal è seguito da ultras e sostenitori e ogni weekend vi è un fantastico colpo d’occhio sulle tribune. Pensavo di aver visto tutto, ma devo ammettere che non pensavo potesse essere seguito così tanto il calcio anche in una città come Ascoli. Qui invece non si parla d’altro, delle due squadre più importanti, Ascoli Picchio e Monticelli, dalla mattina alla sera.

 

Hai qualche aneddoto da raccontare?

Ovviamente. Arrivato ad Ascoli, ho incontrato una signora sulla sessantina, che vedendomi col borsone mi ha chiesto se giocassi a calcio e se fossi arrivato in una delle squadre del paese. Questo per me è motivo d’orgoglio, il calcio è davvero di tutti qui ad Ascoli. Sono orgoglioso di poter dire di far parte di questa realtà. Inoltre, le partite casalinghe le giochiamo allo stadio Del Duca, uno dei più famosi d’Italia, quindi non posso che essere entusiasta di questa nuova avventura.

Dal Monticelli all’Ostuni. Come è andata la tua avventura lì?
Ad Ostuni ho giocato lo scorso campionato e l’inizio di questo. La prima parte di stagione mi ha visto poco protagonista, ho giocato solo poche partite sia per motivi di under, sia per via delle numerose assenze agli allenamenti viste le lezioni pomeridiane all’università. Tuttavia, in questi mesi mi sono sempre allenato, a volte anche da solo, per mantenere la forma e infatti non ho avuto alcun tipo di problema nell’inserirmi in una squadra ben allenata come il Monticelli.

 

Giovane e con un futuro garantito. Spiegaci il tuo gioco e soprattutto il tuo modello di riferimento.
Fino a qualche anno fa il mio ruolo era quello di centrocampista/trequartista e il giocatore a cui mi ispiravo era Fabregas, ai tempi bandiera dell’Arsenal. Col tempo ho iniziato ad agire come terzino e ad oggi posso dire che il mio modello di riferimento è Florenzi, giocatore tenace, veloce, determinato e duttile. E’ un tipo di giocatore che si danna l’anima per la squadra, così come faccio io, che ci metto grinta e passione ogni qualvolta scendo in campo.

Quali sono i tuoi progetti sia con questa nuova casacca che da giugno in poi?
Ad inizio campionato l’obiettivo principale era la salvezza, ma a mio avviso questo gruppo può ambire ad altro e infatti al momento siamo quasi in zona playoff, ben lontani dai playout. Il livello è alto e solo il tempo e il campo ci dirà la nostra reale forza. Personalmente penso a far bene qui a Monticelli, raggiungendo gli obiettivi fissati dalla società e magari togliermi qualche sfizio con qualche soddisfazione personale. Ora come ora non riesco a pensare a giugno o comunque alla prossima stagione. Mi godo il momento, restando sempre con i piedi per terra, lasciando viva la speranza di realizzare questo sogno, ormai riposto nel cassetto da quindici anni e per questo ringrazio la mia famiglia che non mi ha mai tarpato le ali, anzi mi ha supporto in tutte le mie scelte.


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