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Athena Club, serie D raggiunta

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E’ stata una promozione festeggiata in maniera decisamente diversa dalle solite: non sul campo, ma per strada, tutte davanti a un cellulare in attesa del risultato ufficiale proveniente da Lucera.
L’Athena Club ce l’ha fatta, davvero per il rotto della cuffia, ma a volte, le vittorie sono ancor più belle se sofferte.
La squadra allenata da Salvino Giacovelli ha concluso la stagione al terzo posto nel girone dei playoff regionali, accedendo alla serie successiva, in virtù del più due sul Lucera, quarto, impegnato nell’ultimo turno, in casa, contro il Putignano.
“Un risultato straordinario, che ci ripaga di tutti gli sforzi fatti da gennaio e anche prima – è la voce che proviene dallo spogliatoio-. Godiamoci la promozione. Il futuro si vedrà”.
L’Athena fa il pari ai successi delle altre squadre cistranesi, come il Club Giganti, in D da qualche settimana e la Block Stem Cisternino, campione d’Italia a Zanè due mesi fa.

Celebrando lo straordinario risultato ottenuto dall’Athena, abbiamo ascoltato, all’indomani dell’inaspettata ma tanto festeggiata promozione, le protagoniste dell’annata. Ecco le loro dichiarazioni:

Che campionato è stato e un nome a cui dedicare la promozione ottenuta?
Angela Santoro:
E’ stato un campionato lungo e avvincente. Siamo state unite fin dall’inizio, ma col tempo è cresciuto in maniera inesorabile il nostro affiatamento. Adoro le mie compagne. Adesso torneremo – finalmente – a giocare un campionato di livello. Ce lo meritiamo. La prima dedica va al nostro mister, Salvino Giacovelli, la colonna portante di un gruppo vincente.
Francesca Semeraro: Campionato lungo e faticosa, ma sorprendente. Col passare del tempo abbiamo capito il significato della parola gruppo. Sono la più piccola: in stagione ho cercato di “rubare” qualcosa da ognuna delle mie compagne e di ascoltare, sempre, le parole del mister. Siamo riuscite a fare qualcosa di straordinario, eliminare le invidie e le gelosie che possono nascere in una squadra. La nostra forza è stata avere stima l’una dell’altra.
Nunzia Bufano: Per me, forse, ancor più duro di tutte. Sono stata assente in campo, ma presente con il cuore. Un fantastico traguardo e i meriti non possono che andare al nostro secondo padre, il mister.

Una grande stagione: il momento più dolce e quello più amaro?

Antonella Baccaro: Tornare in campo è stato come rinascere. La squadra è stata la medicina giusta. La stagione, tutta, è stata indimenticabile, dover riprendere la forma fisica, forse, il momento più duro. Ma poi, la grande preparazione ha prevalso. Non sappiamo cosa ci aspetta, ma siamo in grado di stupire ancora.
Serena Ambriola: Sono una mamma, tornata in campo dopo una gravidanza. La mia è stata una sfida personale. Il momento migliore è stato portare a termine un campionato molto lungo, riuscendo – spesso – a conciliare i miei impegni lavorativi e familiari. Nutro troppa passione per questo sport, non riesco a vedere nessun momento amaro, a maggior ragione dopo una promozione. Un gruppo grintoso che se vuole una cosa, la conquista.

Il gruppo ha fatto la differenza. Descrivetecelo.
Lorena Crescenza:
Un gruppo forte e unito, che ha saputo accettare tutte le ragazze, indipendentemente dal passato o dall’età. Io, ad esempio, a soli sedici anni, ho affrontato il mio primo campionato di Prima Divisione. Non sono stata una titolare inamovibile, ma la coesione e unione che c’è tra di noi, mi ha permesso di urlare e festeggiare questa promozione, che sento anche mia, ovviamente. E’ stata una esperienza formativa, che mi ha permesso di maturare un bel po’.
Concetta Demola: Sono la “straniera”, ma se dovessero chiedermi qual è il significato della parola squadra, risponderei Athena Club. La stagione è stata splendida: ho respirato sano sport e vissuto vere emozioni.
Marika Caliandro :Un onore far parte di questo gruppo. Un anno da ricordare, soprattutto per la crescita esponenziale di ognuno di noi, che va al di là della promozione.

La tua stagione.
Mariagrazia D’Errico:
Una stagione non facile, iniziata un bel po’ in ritardo, viste le otto giornate di squalifica. Da fuori ho sofferto, ma ho capito che insieme riusciamo ad esprimere una grande bellezza sportiva. Credo che abbiamo vinto più col cuore, che con la testa e coach Giacovelli ci ha insegnato a farlo durante questa stagione ma non solo.
Rossana Zizzi: Una stagione iniziata col piede giusta, ma proseguita in maniera eccellente. E’ stata una continua ascesa verso la promozione, arrivata nel momento migliore, ovvero quando siamo diventate realmente gruppo.

Futuro.
Antonella Cuppone:
Una D meritata. Io non continuerò questa esperienza, ma continuerò a portare nel cuore questa squadra, fatta di persone vere. Tiferò da Torino, in ogni singolo momento. Emozioni così si vivono poche volte nella vita. Credo in loro. Penso disputeranno un ottimo campionato.


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